I due eventi hanno all'incirca la stessa portata.
I due eventi hanno all'incirca la stessa portata.
I due eventi hanno all'incirca la stessa portata.Post del 18 maggio 2008
“Wowowowow oh yeah
yeahyeahyeahyeah
You gotta believe in the Evel Knivel Factor
Wowowowow that’s right
Yeahyeahyeahyeah
You gotta believe in the Evel Knivel Factor”
Evel Knivel Factor – Private Line
È un po’ che non scrivo in maniera seria sul blog. Più che altro ho sempre poco tempo visto che la mia giornata si protrae piuttosto a lungo a lavoro e anche quando ho tempo non ho molta voglia. Vediamo un po’, cos’è successo di interessante in questa settimana?
Mah, la vita continua come al solito direi, così come continuano le bestemmie davanti a Visual Basic (il quale però OGNI TANTO comincia a offrirmi dei piccoli spiragli di chiarezza). Il giapponese è sempre disastrato e assolutamente non al livello che desidererei. Tuttavia anche qui OGNI TANTO ci sono dei frangenti in cui mi sento ottimista… purtroppo ci vuole pazienza.
IPPAKU KENSHUU
Ippaku kenshuu è un’espressione che potremmo tradurre con “corso di tirocinio (kenshuu, 研修) in cui si sta una notte fuori (ippaku, 一泊)”. Non so quanto sia comune questa pratica nelle aziende giapponesi, ma alla Fine System una volta l’anno (in maggio di solito) si organizza una giornata in un albergo fuori mano della zona. Qui si tirano le somme dell’anno passato, si pianifica il futuro, ci si riunisce e si discute tutti insieme appassionatamente.
Il 13, a mezzogiorno, siamo partiti appunto per uno di questi ippaku kenshuu (ovviamente fino alle 11 circa abbiamo lavorato in azienda). All’una di pomeriggio il via, con una breve introduzione del presidente seguita dall’intervento di un professore di Kobe sulla situazione economica internazionale e sulle strategie che dovrebbe assumere oggi un’azienda per essere competitiva. Si è trattata senza dubbio della parte che ho capito meglio di tutto il tirocinio, vuoi perché bene o male erano cose che già conoscevo, vuoi perché ero ancora abbastanza riposato. Sarebbe noioso parlare di tutto quello che abbiamo fatto, ma un paio di considerazioni voglio riportarle.
Numero uno: inizialmente mi sono un po’ commosso. Seduto al banco vicino a Kotera-san mi sono guardato un attimo intorno e ho pensato: “Cazzo, ma guarda un po’ fin dove sono arrivato. Dieci anni fa ho cominciato a studiare giapponese in un corso privato ad Ancona (per la verità era la fine del 1998) e adesso sto in Giappone circondato da giapponesi e impiegato in una azienda completamente giapponese.” Mi è scesa un po’ una lacrimuccia.
Chiaramente la commozione ha subito lasciato posto alla disperazione. “Argh! Dopo dieci anni non capisco ancora un cazzo quando parlano!!! Dannato giapponese ridammi la mia gioventù!!!”
Numero due: molto molto MOLTO alla lontana questo ippaku kenshuu mi ha ricordato i due seminari passati alla Keio (scusate ho un attimo una lacrima di nostalgia… ecco tutto a posto). Effettivamente le attività si assomigliavano, la divisione in gruppi, la presentazione davanti agli altri delle conclusioni a cui si era giunti, la cena insieme (tra l’altro deliziosa e sostanziosa). In particolare il bagno comune la sera e il dopo cena riuniti in una stanza a bere e a sparare cazzate in allegria mi hanno riportato alla mente quei giorni stupendi.
Il 14 poi all’una di pomeriggio circa il seminario si è concluso e noi siamo tornati in azienda, chiaramente a lavorare fino a sera.
BOOK OFF
A volte durante la settimana non ho voglia di concludere la giornata mettendomi davanti alla televisione alle 8 di sera. Non essendomi ancora riuscito a creare un giro con cui uscire per una bevuta tranquilla, in questi casi mi reco al Book Off a cento metri da casa mia. Book Off è una catena di negozi che vende esclusivamente cd, videogiochi, libri e fumetti usati a prezzi vantaggiosissimi: libri e manga costano generalmente tra i 105 e i 350 yen (circa 60 centesimi – 2 euro); cd e videogiochi sono un po’ più cari, ma sempre con prezzi impensabili dalle nostre parti.
Così ho riscoperto la da tempo assopita passione per i fumetti: in particolare FINALMENTE posso andare avanti a leggere IL VIOLINISTA DI HAMELIN, un manga che ho adorato durante la mia adolescenza, ma che era stato interrotto causa penso fallimento della Comic Art o qualcosa del genere. La possibilità di ritrovare quelle storie che in gioventù l’editoria italiana mi ha sventolato davanti al naso negandomene poi la conclusione (ora come ora mi vengono in mente anche Cacciatori di Elfi e Bakuretsu Hunter, che tra l’altro facevano pisciare sotto dal ridere) mi ha esaltato. Inoltre ho constatato con piacere che riesco finalmente a leggere i manga senza grossi problemi: sono un po’ lento chiaramente e la complessità varia da fumetto a fumetto, ma posso gestire la questione con un pizzico di impegno.
Al momento ho preso il numero 6 e 7 del Violinista di Hamelin e l’1 e il 2 di Star Ocean: Till the end of time (un videogioco in cui mi sono bloccato, ma di cui vorrei conoscere la storia). Mi sono comprato anche un paio di cd (in offerta a 250 yen l’uno) giusto ieri sera: “So far so good” di Brian Adams (anche qui ricordi di gioventù) e una delle colonne sonora di The Slayers (arrivato in Italia con il chilometrico titolo di “Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina che ogni giorno andava a farsi una passeggiata insieme a Guido e magari perché no anche una bevuta che tanto al conto ci pensano Amelia e Zelgadis”).
Comunque ogni giorno ne trovo una nuova… sto facendo un pensierino su Captain Tsubasa: Road to World Cup 2002, anche se ho paura che si stia sempre lì… Holly lotta, le prende, ma poi può giocare pure contro il padreterno che tanto non perde. Però c’è Mark Landers alla Reggiana quindi spererei in un Julian Ross all’Albinoleffe o in un Philip Callaghan allo Juve Stabia uhm… sarebbe interessante.
Vorrei pure Love Hina, altro fumetto spassosissimo, ma che ho già letto in italiano. Per ora può aspettare.
Vedremo, per ora dato che nel momento in cui vi scrivo è quasi mezzogiorno vi saluto e mi faccio da mangiare. Byez!




Io mentre esco dal comune di Takasago