scritto da Tonari il mercoledì, 30 aprile 2008,04:58

Post del 27 aprile 2008

 

“Lead us to Wonderland

take us all over the seas,

it lies there in Heaven’s hand

we follow our destiny.”

Freedom Call - Call of fame

 

LA PRIMA SETTIMANA È ANDATA

Ed eccoci qui! La prima settimana è andata e finalmente posso concedermi un po’ di riposo grazie all’arrivo della golden week. Quest’anno sarà “a salti”, nel senso che si farà festa dal 27 al 30 e poi di nuovo dal 4 al 7 o qualcosa del genere (devo informarmi meglio). In giapponese mi pare che i periodi in cui i giorni di vacanza sono inframmezzati da altri lavorativi vengano detti 跳び休 (tobiyasumi), vacanze a salti appunto. 

Ci sarebbe molto da raccontare, ma tralascio le parti meno divertenti. Il lavoro comunque è duro e imparare Visual Basic partendo dalla gestione dei database è un po’ come studiare il modo di costruire un palazzo iniziando dal quarto piano invece che dalle fondamenta. Comunque si sopravvive.


IL BAGNO PUBBLICO: ODE A UN POSTO BELLISSIMO

Il giorno in cui sono arrivato a casa era pronto tutto: la luce, l’acqua, le varie cose che mi hanno prestato (tipo un frigorifero, una lavatrice, un fornello elettrico, un tavolino, una televisione… e la lista potrebbe continuare a lungo), perciò immaginatevi il mio disappunto quando ho scoperto che il gas non c’era, né per i fornelli né per la doccia. Essendomene accorto domenica, giorno in cui l’azienda del gas è chiusa, mi sono dovuto rassegnare a lavarmi con l’acqua fredda. Non vi dico la gioia.

Quel pomeriggio poi sono venuti Moriguchi e Touchi, due miei colleghi, e abbiamo passato un po’ di tempo giocando con la PS2 a Winning Eleven. Poi siamo usciti a cena con un altro amico, Omura, al Bikkuri Donki, una catena di ristoranti specializzata in hamburger alla giapponese e lì, venuti a sapere del problema sopra citato, mi hanno proposto di andare al bagno pubblico. Io sinceramente ero molto titubante… Beppe ai tempi della Keio non mi aveva parlato bene di tali posti e un po’ diffidavo. Ero quasi pronto a trovare qualche scusa, della serie il fuso orario o non so che altro, ma alla fine mi sono deciso ad andare.

Il bagno in cui siamo stati si chiama “Akane no Yuu”, qualcosa come “L’acqua calda di Akane” (che fa un po’ porno =D), a Kakogawa ed era ENORME. L’entrata costa 700 yen + 200 per il prestito degli asciugamani (un po’ caro), ma c’è di tutto, un centro massaggi, uno spazio per il relax, un ristorante… Il vero spettacolo però è dentro: vasche di varie temperature, altre con televisore (nelle quali guardare comodamente a mollo la partita di baseball), due saune spettacolari quanto distruttive e soprattutto la VASCA IDROMASSAGGIO (AAAAAH SIIIIIIII’ COSIIIIIIIII’!!!!!!  ANCOOOOOOORAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!).

Libidine,
doppia libidine,
libidine coi fiocchi. 

Ciò che più mi ha colpito però è stato il Goemonburou, il bagno di Goemon, a forma di pentolone. Pare infatti che Goemon sia stato un leggendario ladro (dalla cui figura deriva poi anche il personaggio di Lupin III) che, una volta catturato, fu messo a bollire in un calderone, vivo. Dalla leggenda, la vasca.

Sinceramente l’ho trovato un po’ macabro, anche di cattivo gusto se vogliamo, ma comunque ci ho fatto un giro. L’acqua non era particolarmente calda. 


ETTO

Come alcuni di voi sapranno, in Giappone più che la firma vale il proprio “sigillo”, una sorta di timbro il alcuni casi consigliato, in altri necessario per validare alcuni documenti, come per esempio il contratto di affitto. Esso è strettamente personale, ma si può comprare anche al supermercato, ammesso che troviate il vostro cognome… Nel mio caso ovviamente me lo sono dovuto far costruire su misura.

Ha pensato a tutto l’azienda prima del mio arrivo e così adesso anche io ho il mio “hanko”… ma con scritto “Etto” perché entravano solo quattro lettere ^^;;  Forse sarebbero state meglio le iniziali, “Etto” fa un po’ buffo e mi ricorda alcuni soprannomi coniati da mio fratello quando ero un bimbo paffuto e rotondeggiante (chil-Etto, Etto-grammo ecc =D), comunque ciò che conta è l’utilità. 

Invece ancora niente da fare per il cellulare. Oggi sono passato a un centro docomo, ma per il contratto è necessario il permesso di soggiorno e questo vuol dire dover aspettare fino al 12 maggio, quando finalmente sarà pronto. Domani comunque vado da AU, un altro operatore telefonico, e mi informo meglio: la volta alla Keio lì non mi avevano fatto problemi, chissà che non riesca a combinare. Speriamo bene anche perché sinceramente senza telefonino si sta veramente fuori dal mondo, tanto più che non ho nemmeno il fisso o internet! E poi devo ancora informare tutti a Tokyo che sono tornato!

EDIT CENSURATO: problemi anche da AU, perdindirindina. Acciderbola, proprio senza l’Alien non si può fare nulla. Alla Keio forse c’ero riuscito grazie al tesserino studentesco (che ora ovviamente non ho). Caspiterina. Porca paletta. VOGLIO IL CELLULARE!!!!!!! Grrrrr!!!!! 

Devo tornare accompagnato da Alien

 

Post del 28 aprile 2008

QUESTA È STUPENDA

Beh questa è veramente stupenda: oggi sono andato a Kobe per cambiare gli ultimi euro che mi erano rimasti in tasca e approfittando dell’occasione mi sono messo a cercare il locale in cui il buchō Yamauchi sabato prossimo terrà il suo “nijikai”, ovvero il buffet dopo il matrimonio (si sposa, appunto). Dato che quel giorno ci dovrò arrivare da solo ho preferito sondare il terreno.

Bene, ho subito sbagliato strada e ci ho messo un’ora a capire l’errore. Alla fine però sono arrivato al posto giusto. Le indicazioni corrispondevano: all’angolo la banca Minato, un po’ prima la Benetton… sì sì, la via era proprio quella.

Se non che, giusto a fianco del luogo del nijikai, mi è saltata all’occhio un’insegna al neon, “Skin Two”. Immediatamente ho pensato a un negozio di tatuaggi, ma osservando meglio ho notato che più in basso era presente una scritta in italiano capovolta (vale a dire con le lettere al contrario e scritta da destra a sinistra).

“Testosterone” O___O 

Ma si sa, i giappi vanno pazzi per le parole italiane, al punto da scrivere spesso cose senza senso quando si cimentano nella nostra lingua. Così mi sono fatto una risata senza dare gran peso alla cosa.

Quindi mi sono accertato del posto di sabato (che è un locale DIVERSO, ci tengo a precisarlo), ho attraversato la strada per tornare in stazione e, curioso, mi sono girato un’altra volta verso “Skin Two”. Ho così potuto notare altre due parole nella parte alta dell’insegna:

“Fetish gym” O________________O 

Ragazzi, qualcuno mi deve assolutamente spiegare che DIAVOLO è una FETISH GYM. Una palestra fetish??? Si fanno i piegamenti con tacchi a spillo e tute in latex? Cosa succede su quei tapis roulant? Cosa negli spogliatoi? Le docce sono sicure?

Mah lo scopriremo solo vivendo, anzi non lo scopriremo spero, ho paura, non ci penso nemmeno a entrare là dentro. 

Last but not least, oggi sono 7 anni passati insieme a Monica. Auguri amò =*

 

Post del 29 aprile 2008

SUDARE FA BENE

Oggi sono andato insieme a Touchi, Wada e Okamoto a una staffetta a cui LORO (lo sottolineo) partecipavano con altri conoscenti da me mai incontrati prima. Io chiaramente ero vestito in borghese, non dovevo correre, solo fare un po’ di tifo. NON DOVEVO appunto. E invece tanto è stato detto, tanto è stato fatto che il buon capitano Sakagami-san mi ha trovato (= regalato) un paio di pantaloncini e una canottiera di quelle che si usano in palestra, completamente sbracciate. Mi sono trovato così coinvolto nella competizione, che si svolgeva nel seguente modo:

ognuno era parte di una squadra e doveva fare un giro della pista di atletica (400 metri) per poi consegnare la fascia (in giapponese tasuki) al compagno successivo. Il tutto finché la squadra non avesse corso in totale 42 MALEDETTI chilometri =D

Non fraintendetemi, mi sono divertito davvero un sacco.  Adesso però sono devastato, avrò fatto 10 giri, tutti tirati, per un totale di 4 chilometri. Ovviamente c’erano molti momenti di riposo, ma bastavano a malapena. Ho preso pure un bel po’ di sole (la gara è stata dalle 10 alle 13 e mezzo circa) e domani, oltre a non potermi muovere senza provare fitte lancinanti, avrò le spalle in fiamme, nonostante la crema protettiva che pure ho messo in abbondanza. Inoltre un po’ mi vergognavo: la canottiera metteva in evidenza il mio petto decisamente villoso per gli standard giapponesi, facendomi sentire un po’ osservato. Ma forse era solo la mia impressione di egocentrico gaijin.

Ma dicevo, mi sono divertito. Ce l’ho messa tutta per mostrare l’italian powa nella staffetta, spero di esserci riuscito. Fortunatamente sono abbastanza abituato a correre visto che cerco di fare jogging almeno 2 volte a settimana. Comunque siamo arrivati ottavi su quattordici squadre: un po’ bassi, ma poteva andare peggio.

Chissà perché questa giornata mi ha ricordato il mitico Mitasai di novembre 2005, con me nei panni del bancarellaro mancato. Mah, in ogni caso sono pensieri che quando tornano alla mente fanno sempre piacere =D 

Vabbè basta, sono stanco, termino qui. Dato che non so come concludere questo lunghissimo post, chiuderò com’ero abituato fare nei temi delle elementari: “sono tanto contento di aver passato una giornata così”. =D

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scritto da Tonari il giovedì, 24 aprile 2008,10:40

DIO BENEDICA GLI HYAKUEN SHOP 

Breve premessa: non disponendo di internet a casa e non avendo certo il tempo di stare a scrivere sul blog mentre sono in ufficio, ho deciso che quando vorrò pubblicare qualcosa sul Mainichi Tonari Shinbun prima me lo scriverò su Word con calma e una volta a lavoro lo posterò con un semplice copia e incolla.

Il presente post risale a sabato sera, 19 aprile 2008. 

A’ LEGGEREZZA

Oh mamma che sofferenza quella cena di pesce che mi son fatto coi miei il giorno prima della partenza! Ho messo ore per digerirlo e non sono stato troppo bene per tutta la mattina durante il tragitto verso Fiumicino. La notte ho avuto persino degli strani incubi, cosa che non mi succede praticamente mai. Anche in aereo ho fatto dei sogni bizzarri: in uno incontravo un mio compagno delle medie (una persona con cui non parlo da 15 anni circa) nel posto dietro al mio, in un altro l’aereo atterrava e andava a fuoco… mah. A quel punto però non credo c’entrassero più l’insalata di mare e gli spiedini di pesce.

In ogni caso un viaggio scioccante, come sempre: la classe economica degli aerei è uno dei posti più scomodi del mondo, molto più di una macchina o di un treno. Certo hai il televisore, ma per me è impossibile riposare come si deve. Ah a proposito, c’era ancora Stardust! =D Però non me lo sono visto, non ho visto nulla, ho cercato di dormire il più possibile (con scarsi risultati come ho già detto).

PER UN PUGNO DI YEN

Non vi starò a raccontare tutta la giornata perché sarebbe noioso per me e per voi. Solo un paio di cose: gli hyakuen shop e la PSP. Gli hyakuen shop sono quei negozi in cui si trova di tutto a 100 yen (anche se in realtà ci sono 5 yen di tasse, quindi 105 yen), al cambio circa 65 centesimi. Sono un po’ la controparte giapponese dei nostri “tutto a un euro”, dei quali non mi ero mai curato molto, non avendo mai avuto finora esigenze di risparmio nei beni di prima necessità. Adesso però il discorso è diverso e gli hyakuen shop sono diventati una risorsa fondamentale: oggi con circa 5 euro mi sono portato 2 tappetini per il bagno, 1 asciugamano, un appendiabiti multiplo per stendere i panni, un paio di ciabatte, un pacco di biscotti spero non cancerogeni e soprattutto un riso al curry liofilizzato (o qualcosa del genere) dalla memorabile confezione (spero di riuscire a postare una foto, comunque vi campeggia Masked Rider).

Resto comunque diffidente nei confronti dei cibi di questo tipo di negozi. Stavolta è un esperimento, speriamo non fatale. Vedremo come andrà: se muoio non li compro più, promesso.

A casa poi ho scoperto che utilizzando la PSP posso accedere a internet gratis, sfruttando un punto wireless di cui non ho ben capito l’origine: sospetto che sia quello dell’asilo qui di fronte, ma non ne sono sicuro. Tuttavia il segnale è piuttosto debole, la connessione poco stabile e il browser del portatile Sony decisamente scomodo. Credo ci sia la possibilità di installare altri software di navigazione, ma non saprei… probabilmente c'è da smanettare col firmware e io non ne ho voglia. Un’alternativa potrebbe essere usare il DS previo acquisto del browser Opera (un programma di buona qualità in teoria), ma ho notato che la console Nintendo coglie il segnale molto peggio di quella Sony, quindi se con quest’ultima la navigazione è difficoltosa, con la prima diventa praticamente impossibile.

La PSP comunque qualcosina riesce a fare… ho potuto a dare un’occhiata alla posta, ad Hattrick, a forum, blog... Scrivere però richiede un sacco di tempo e quindi l’utilità è piuttosto limitata. In ogni caso a caval donato non si guarda in bocca.

Ah per concludere sono stato dal Magnifico: il curry udon è sempre ai massimi livelli!

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scritto da Tonari il lunedì, 14 aprile 2008,22:35
CI SIAMO!

Venerdì alle ore 12 partirà da Roma il volo per l'aeroporto internazionale del Kansai che mi condurrà a destinazione dopo un leggerissimo volo di 12 trascurabilissime ore =D Vabbé chemmefrega, ormai sono abituato a stecche di questo genere... speriamo solo che sull'aereo trasmettano Stardust, così me lo guardo per la quarta volta.
Comunque tutto fatto... il visto ce l'ho, il biglietto sta là, la valigia è in corso di composizione... materialmente sono a posto. Di testa mah: questi mesi ho studicchiato Visual Basic e linguaggio SQL, ma la mia preparazione è tutta teorica. Anche il giapponese dopo gennaio l'ho esercitato abbastanza poco, quindi forse il ritorno sarà nuovamente un po' shock.

Ma tutto ciò non importa, finché vicino a casa mia ci sarà "Er magnifico", un ristorantino il cui padrone è un simpatico vecchietto che fa un karee udon da orgasmo del palato. Meglio evitare il Tendon però, visto che la frittura lui la fa un po' pesante e m'ha dato parecchi problemi a dormire O___O


Potrei uccidere per avere questo piatto

L'arrivo dell'aereo è previsto per le 7 di mattina di sabato, ora locale, quindi tutta una giornata di fronte a me, davvero un buon modo per prendersi il fuso orario dritto bene sui denti. Fortunatamente avrò anche domenica per recuperare, ma temo che non basterà... ci vorrà almeno una decina di giorni per ritirarsi su per bene. Vabbé sopravviverò (?). Di sera andrò chiaramente dar Magnifico a prendere il karee udon sbav.
E domenica che farò? Mah se si potesse uscire con Mori-kun a me non dispiacerebbe affatto... un giro per Himeji comunque ci sta anche perché come città mi ricorda un po' una Tokyo 100 volte più piccola, dandomi un'aria di rassicurante familiarità. Peccato per gli affitti se no una casa là ci stava tutta. C'è da dire comunque che prima di schifare Takasago sarebbe saggio conoscerla meglio... secondo Wikipedia ci sono 6 parchi e numerosi templi, quindi di roba se ne dovrebbe trovare. Urge l'acquisto di una bicicletta, possibilmente usata e scassata, per avere maggiore libertà di spostamento. Mah si vedrà.
In realtà ci sarebbero delle cose più utili da fare, tipo un'assicurazione sanitaria, l'acquisto di un cellulare o la domanda per il ritiro dell'ALIEN card, ma se non ricordo male gli uffici pubblici di domenica chiudono anche in Giappone, quindi sarà tutto rimandato alla prossima settimana.



Anche lui vuole l'ALIEN Card

Per il momento me ne vado a dormire.
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scritto da Tonari il giovedì, 10 aprile 2008,19:43
THE HISTORY SO FAR...

Sono stato in Giappone. Sì sì, 20 giorni, senza dirvi nulla. E non a fare il turista pensate un po’. In realtà ho pubblicizzato molto poco la cosa, ma ritengo che ormai sia giunto il momento di dirvelo: Tonari torna in Giappone in pianta fissa.

(CORO DI STUPORE) 

Ebbene sì ebbene sì, ho trovato lavoro. A partire da fine aprile inizierò a lavorare in una piccola azienda di Takasago, a un quarto d’ora da Himeji e circa tre quarti d’ora da Osaka. Andrò lì a tradurre, ma principalmente per imparare a programmare in Visual Basic… che chiaramente col giapponese c’entra poco, ma si sa la realtà dei fatti (o almeno la mia ferma convinzione) è questa: laurearsi in lingue non serve a nulla. O sei molto fortunato e brillante e allora ok, oppure se pure ti capiterà di usare ciò che hai studiato dovrai comunque lavorare con altro che con la lingua (e quindi imparare di nuovo tutto da capo). Questo è, né più né meno, quello che farò io, dovendo ricominciare da zero ad apprendere un linguaggio, questa volta informatico.

Ma come sono andati quei 20 giorni (risalenti a gennaio)? Eheh duri, duri… premetto che ho avuto questa possibilità grazie alla mia fitta rete di conoscenze trasversali che ormai si estende per tutto il globo (“Pronto? Ah sei tu Bill? Ancora?? Ma quante volte devo dirtelo che dovevi comprare Yahoo a qualunque costo??”) e che sono stato in massima parte spesato, una fortuna rarissima. Tacerò tuttavia sulla natura del legame che mi ha portato fino a Takasago poiché sono un signore e non amo vantarmi delle mie imprese, come di quella volta in cui modestamente uccisi un leone a mani nude, pur ferito e sanguinante, e venni fatto re di un misterioso regno perduto al quale rinunciai per la salvezza del mondo. 

Dicevo, 20 giorni duri.

Takasago, prefettura di Hyogo, 100mila abitanti. Detta così sembra quasi un centro discreto, del resto Ancona ha la stessa popolazione ed è capoluogo delle Marche. E invece la morte totale. Non solo, ma nessuno straniero, niente di niente, unicamente giapponesi. Questa cosa prima di partire mi avrebbe esaltato: sì niente stranieri e vai! E invece invece… invece devo ammettere che si sente la mancanza di qualcuno con cui condividere il proprio punto di vista “esterno” alla faccenda, si sente eccome. Parlare tutto il giorno giapponese è bello e utile ok… ma ritrovarsi poi anche soli a fine giornata (senza nemmeno internet, che potevo usare solo in ufficio) non è stato semplice, ve lo garantisco. Alla Keio c’erano Beppe, Filippo, Andrea… tutte persone grandissime, con cui si era creato subito grande affiatamento. Qui invece per più di un momento la mia determinazione ha vacillato, nonostante fossi in Giappone e nonostante sapessi bene (e sappia ancora adesso) che quella che mi si presenta è una opportunità d’oro per il mio futuro. Ma i tempi gloriosi e luminosi della Keio mi son sembrati molto molto lontani. Fossi tornato a Tokyo avrei avuto tanti amici da rivedere e tanti posti da ritrovare, ma a Takasago chi c’era? Nessuno. E la solitudine di sera ha pesato parecchio.

Fortunatamente i miei colleghi si sono rivelati delle ottime persone, cercando subito di coinvolgermi nel loro giro. L’azienda è formata da 30 persone circa, è una realtà piccola in cui ci si conosce tutti. Il mio dipartimento, quello di sviluppo software, è formato da altre 4 persone: Touchi, Hara, Mori e Yamauchi, quest’ultimo nostro caporale. Hanno tutti un’età compresa tra i 25 e i 31 anni e quindi è abbastanza semplice trovarsi, una volta siamo anche usciti tutti per andare al karaoke.

Così, dopo averci pensato molto bene ho deciso di prendere il treno che, c’era da giurarlo, non sarebbe mai più passato per la stazione Tonari Centrale e nemmeno per Tonari Santa Lucia. Un treno giapponese, forse scomodo e privo di compagni di viaggio già noti, ma carico di promesse e opportunità.

Comunque nei prossimi mesi vi parlerò meglio della realtà aziendale (decisamente diversa dalla nostra), di cosa faccio esattamente, dei miei colleghi, della casa in cui dovrei andare a stare. Ci sarà tempo, non temete, anche se all’inizio dovrei essere sprovvisto di internet e quindi un po’ più in difficoltà.

Per concludere spero che sia una cosa normale e comprensibile il fatto che mi stia un po’ cagando in mano.

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scritto da Tonari il venerdì, 04 aprile 2008,11:42
STIAMO PER
TORNARE

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