Post del 27 aprile 2008
“Lead us to Wonderland
take us all over the seas,
it lies there in Heaven’s hand
we follow our destiny.”
Freedom Call - Call of fame
LA PRIMA SETTIMANA È ANDATA
Ed eccoci qui! La prima settimana è andata e finalmente posso concedermi un po’ di riposo grazie all’arrivo della golden week. Quest’anno sarà “a salti”, nel senso che si farà festa dal 27 al 30 e poi di nuovo dal 4 al 7 o qualcosa del genere (devo informarmi meglio). In giapponese mi pare che i periodi in cui i giorni di vacanza sono inframmezzati da altri lavorativi vengano detti 跳び休 (tobiyasumi), vacanze a salti appunto.
Ci sarebbe molto da raccontare, ma tralascio le parti meno divertenti. Il lavoro comunque è duro e imparare Visual Basic partendo dalla gestione dei database è un po’ come studiare il modo di costruire un palazzo iniziando dal quarto piano invece che dalle fondamenta. Comunque si sopravvive.
IL BAGNO PUBBLICO: ODE A UN POSTO BELLISSIMO
Il giorno in cui sono arrivato a casa era pronto tutto: la luce, l’acqua, le varie cose che mi hanno prestato (tipo un frigorifero, una lavatrice, un fornello elettrico, un tavolino, una televisione… e la lista potrebbe continuare a lungo), perciò immaginatevi il mio disappunto quando ho scoperto che il gas non c’era, né per i fornelli né per la doccia. Essendomene accorto domenica, giorno in cui l’azienda del gas è chiusa, mi sono dovuto rassegnare a lavarmi con l’acqua fredda. Non vi dico la gioia.
Quel pomeriggio poi sono venuti Moriguchi e Touchi, due miei colleghi, e abbiamo passato un po’ di tempo giocando con la PS2 a Winning Eleven. Poi siamo usciti a cena con un altro amico, Omura, al Bikkuri Donki, una catena di ristoranti specializzata in hamburger alla giapponese e lì, venuti a sapere del problema sopra citato, mi hanno proposto di andare al bagno pubblico. Io sinceramente ero molto titubante… Beppe ai tempi della Keio non mi aveva parlato bene di tali posti e un po’ diffidavo. Ero quasi pronto a trovare qualche scusa, della serie il fuso orario o non so che altro, ma alla fine mi sono deciso ad andare.
Il bagno in cui siamo stati si chiama “Akane no Yuu”, qualcosa come “L’acqua calda di Akane” (che fa un po’ porno =D), a Kakogawa ed era ENORME. L’entrata costa 700 yen + 200 per il prestito degli asciugamani (un po’ caro), ma c’è di tutto, un centro massaggi, uno spazio per il relax, un ristorante… Il vero spettacolo però è dentro: vasche di varie temperature, altre con televisore (nelle quali guardare comodamente a mollo la partita di baseball), due saune spettacolari quanto distruttive e soprattutto la VASCA IDROMASSAGGIO (AAAAAH SIIIIIIII’ COSIIIIIIIII’!!!!!! ANCOOOOOOORAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!).
Libidine,
doppia libidine,
libidine coi fiocchi.
Ciò che più mi ha colpito però è stato il Goemonburou, il bagno di Goemon, a forma di pentolone. Pare infatti che Goemon sia stato un leggendario ladro (dalla cui figura deriva poi anche il personaggio di Lupin III) che, una volta catturato, fu messo a bollire in un calderone, vivo. Dalla leggenda, la vasca.
Sinceramente l’ho trovato un po’ macabro, anche di cattivo gusto se vogliamo, ma comunque ci ho fatto un giro. L’acqua non era particolarmente calda.
ETTO
Come alcuni di voi sapranno, in Giappone più che la firma vale il proprio “sigillo”, una sorta di timbro il alcuni casi consigliato, in altri necessario per validare alcuni documenti, come per esempio il contratto di affitto. Esso è strettamente personale, ma si può comprare anche al supermercato, ammesso che troviate il vostro cognome… Nel mio caso ovviamente me lo sono dovuto far costruire su misura.
Ha pensato a tutto l’azienda prima del mio arrivo e così adesso anche io ho il mio “hanko”… ma con scritto “Etto” perché entravano solo quattro lettere ^^;; Forse sarebbero state meglio le iniziali, “Etto” fa un po’ buffo e mi ricorda alcuni soprannomi coniati da mio fratello quando ero un bimbo paffuto e rotondeggiante (chil-Etto, Etto-grammo ecc =D), comunque ciò che conta è l’utilità.
Invece ancora niente da fare per il cellulare. Oggi sono passato a un centro docomo, ma per il contratto è necessario il permesso di soggiorno e questo vuol dire dover aspettare fino al 12 maggio, quando finalmente sarà pronto. Domani comunque vado da AU, un altro operatore telefonico, e mi informo meglio: la volta alla Keio lì non mi avevano fatto problemi, chissà che non riesca a combinare. Speriamo bene anche perché sinceramente senza telefonino si sta veramente fuori dal mondo, tanto più che non ho nemmeno il fisso o internet! E poi devo ancora informare tutti a Tokyo che sono tornato!
EDIT CENSURATO: problemi anche da AU, perdindirindina. Acciderbola, proprio senza l’Alien non si può fare nulla. Alla Keio forse c’ero riuscito grazie al tesserino studentesco (che ora ovviamente non ho). Caspiterina. Porca paletta. VOGLIO IL CELLULARE!!!!!!! Grrrrr!!!!!

Devo tornare accompagnato da Alien
Post del 28 aprile 2008
QUESTA È STUPENDA
Beh questa è veramente stupenda: oggi sono andato a Kobe per cambiare gli ultimi euro che mi erano rimasti in tasca e approfittando dell’occasione mi sono messo a cercare il locale in cui il buchō Yamauchi sabato prossimo terrà il suo “nijikai”, ovvero il buffet dopo il matrimonio (si sposa, appunto). Dato che quel giorno ci dovrò arrivare da solo ho preferito sondare il terreno.
Bene, ho subito sbagliato strada e ci ho messo un’ora a capire l’errore. Alla fine però sono arrivato al posto giusto. Le indicazioni corrispondevano: all’angolo la banca Minato, un po’ prima la Benetton… sì sì, la via era proprio quella.
Se non che, giusto a fianco del luogo del nijikai, mi è saltata all’occhio un’insegna al neon, “Skin Two”. Immediatamente ho pensato a un negozio di tatuaggi, ma osservando meglio ho notato che più in basso era presente una scritta in italiano capovolta (vale a dire con le lettere al contrario e scritta da destra a sinistra).
“Testosterone” O___O
Ma si sa, i giappi vanno pazzi per le parole italiane, al punto da scrivere spesso cose senza senso quando si cimentano nella nostra lingua. Così mi sono fatto una risata senza dare gran peso alla cosa.
Quindi mi sono accertato del posto di sabato (che è un locale DIVERSO, ci tengo a precisarlo), ho attraversato la strada per tornare in stazione e, curioso, mi sono girato un’altra volta verso “Skin Two”. Ho così potuto notare altre due parole nella parte alta dell’insegna:
“Fetish gym” O________________O
Ragazzi, qualcuno mi deve assolutamente spiegare che DIAVOLO è una FETISH GYM. Una palestra fetish??? Si fanno i piegamenti con tacchi a spillo e tute in latex? Cosa succede su quei tapis roulant? Cosa negli spogliatoi? Le docce sono sicure?
Mah lo scopriremo solo vivendo, anzi non lo scopriremo spero, ho paura, non ci penso nemmeno a entrare là dentro.
Last but not least, oggi sono 7 anni passati insieme a Monica. Auguri amò =*
Post del 29 aprile 2008
SUDARE FA BENE
Oggi sono andato insieme a Touchi, Wada e Okamoto a una staffetta a cui LORO (lo sottolineo) partecipavano con altri conoscenti da me mai incontrati prima. Io chiaramente ero vestito in borghese, non dovevo correre, solo fare un po’ di tifo. NON DOVEVO appunto. E invece tanto è stato detto, tanto è stato fatto che il buon capitano Sakagami-san mi ha trovato (= regalato) un paio di pantaloncini e una canottiera di quelle che si usano in palestra, completamente sbracciate. Mi sono trovato così coinvolto nella competizione, che si svolgeva nel seguente modo:
ognuno era parte di una squadra e doveva fare un giro della pista di atletica (400 metri) per poi consegnare la fascia (in giapponese 襷 tasuki) al compagno successivo. Il tutto finché la squadra non avesse corso in totale 42 MALEDETTI chilometri =D
Non fraintendetemi, mi sono divertito davvero un sacco. Adesso però sono devastato, avrò fatto 10 giri, tutti tirati, per un totale di 4 chilometri. Ovviamente c’erano molti momenti di riposo, ma bastavano a malapena. Ho preso pure un bel po’ di sole (la gara è stata dalle 10 alle 13 e mezzo circa) e domani, oltre a non potermi muovere senza provare fitte lancinanti, avrò le spalle in fiamme, nonostante la crema protettiva che pure ho messo in abbondanza. Inoltre un po’ mi vergognavo: la canottiera metteva in evidenza il mio petto decisamente villoso per gli standard giapponesi, facendomi sentire un po’ osservato. Ma forse era solo la mia impressione di egocentrico gaijin.
Ma dicevo, mi sono divertito. Ce l’ho messa tutta per mostrare l’italian powa nella staffetta, spero di esserci riuscito. Fortunatamente sono abbastanza abituato a correre visto che cerco di fare jogging almeno 2 volte a settimana. Comunque siamo arrivati ottavi su quattordici squadre: un po’ bassi, ma poteva andare peggio.
Chissà perché questa giornata mi ha ricordato il mitico Mitasai di novembre 2005, con me nei panni del bancarellaro mancato. Mah, in ogni caso sono pensieri che quando tornano alla mente fanno sempre piacere =D
Vabbè basta, sono stanco, termino qui. Dato che non so come concludere questo lunghissimo post, chiuderò com’ero abituato fare nei temi delle elementari: “sono tanto contento di aver passato una giornata così”. =D